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Non sono abituato alle spazzolate

12 gennaio 2009

Non sono abituato alle spazzolate, anzi sono conosciuto come un giornalista che non fa sconti ai politici. Non per indole aggressiva, ma per l’oggettiva difficoltà a raccontare la disastrosa guida politica e, nello stesso tempo, giustificare in parte o in tutto gli attori delle stesse scellerate scelte, pagate con estrema sofferenza dalla collettività. Ed è vero che soltanto attraverso i media ci illudiamo di vivere in contemporanea con i nostri connazionali del Centro e del Nord, se, invece, ci affacciamo dalla finestra ci rendiamo conto di non essere nel 2009 e di non trovarci in Europa. Mancano i partiti politici depositari della democrazia diventati una sorta di contenitori vuoti, all’interno dei quali non c’è il dibattito e il confronto. Mancano le condizioni essenziali per la realizzazione di un libero sviluppo, dal momento che non sono rappresentati gli interessi generali della collettività. Si ignorano le reali condizioni degli agrigentini e del conseguente desiderio di modificare l’attuale stato delle cose. In controtendenza, Nino Bosco chiama i giovani alla politica. Apre nuovi sedi e le affida a gruppi di ragazzi pronti ad affrontare le questioni del territorio e a suggerirne le soluzioni. Mentre a destra e a sinistra c’è il silenzio assoluto, questi giovani iniziano il cammino che porta all’esistenza del Partito politico. Si ritorna al dibattito, si costruiscono occasioni di incontro utilizzando le innovative tecnologie di internet, si partecipa nelle scelte del deputato di riferimento. Gli amici di Bosco lavorano in controtendenza, dicevamo, con la generale disaffezione dei loro coetanei dovuta alla scarsa capacità di comunicare con i politici. Fuori da questa nuova realtà, la sensazione diffusa è che vi sia l'assenza di un messaggio selettivo e differenziato rivolto ai giovani in maniera esclusiva oltre che una mancata risposta della classe politica alle loro reali istanze. Oggi la politica non è in grado di proporre progetti, alimentare sogni, indicare prospettive di una società migliore. In questo senso, i gruppi di giovani stimolati da Nino Bosco costituiscono una strada da seguire con grande interesse. Costituscono l’alternativa all’attuale sistema ormai al collasso. E si inizia dalla base piuttosto che dal vertice. Non è il deputato che costruisce una sua segreteria politica, assolutamente funzionale alle sue esigenze, ma sono i giovani che influenzano la sua attività. L’esperienza è ai suoi primi passi ed è, dunque, affidata a quel galantuomo del tempo che ci racconterà i risultati raggiunti in un territorio come il nostro, dove piuttosto che guidati, siamo stati trasportati dai venti e dalle correnti marine.
Franco Pullara   

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